lunedì 30 novembre 2009

Gliela diamo vinta o scappiamo?!?!

Ripropongo un articolo "banalmente illuminante" che ho letto stamattina sull'edizione on-line di repubblica. Interessa a tutti i pochi lettori del blog, ne sono sicuro, e a molti ragazzi italiani. Siamo tutti sulla stessa barca solo che a qualcuno non interessa dove la barca va.
Non so voi ma il titolo del mio post, personalmente, è un pensiero quotidiano. Da quando ho 16 anni.
Notte Napoli. Vi voglio bene!

LA LETTERA. Il direttore generale della Luiss
avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito

"Figlio mio, lascia questo Paese"

di PIER LUIGI CELLI


"Figlio mio, lascia questo Paese"

Un'aula dell'Università di Bologna

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

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Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
"Figlio mio, lascia questo Paese"

L'università La Sapienza di Roma


Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)

lunedì 23 novembre 2009

Cerco Tiempo

Quanto è difficile salutare certe persone. Andare via la mattina presto, darle un bacio mentre dorme ancora, dopo aver dormito tutta la notte abbracciati e pensare ci vediamo tra un mese. Oggi quegli occhi mi mancheranno ancora più di ieri, oggi non sentire il suo profumo sarà come non avere ossigeno. Altri tre giorni fantastici trascorsi come solo io e te sappiamo fare.
Ma questo è l'Erasmus. Mille emozioni, mille sensazioni una dopo l'altra. Non dimenticherò mai questo periodo della mia vita!!


Sento che non c'è tempo
e allora un pò più in fretta farò
cercando di non lasciarmi prendere
dalla solita ansia bloccarsi non si può
cercando un nuovo contatto
un pò più di controllo su quel che sto vivendo
è il presente che mi sfugge tra le mani
ma io non mi sottraggo o almeno ci sto provando


Mercoledì si va allo stadio. Bordeaux - Juventus!! Ci sarà anche la mia voce a tifare contro gli juventini!!

Un bacio ai pochi lettori!!

venerdì 20 novembre 2009

Destinazione Paradiso

Si ritorna in Spagna, si ritorna a Girona. Con un giorno di ritardo causa università vado dal mio amore per festeggiare il suo compleanno. Questa volta mi sono fatto furbo, addio treno e 8 ore di viaggio. Bordeaux - Barcelona, volo diretto della Air France!
E ammetto che viaggiare da solo mi piace. Lo so che può sembrare strano ma secondo me è molto rilassante! Non nascondo che tra le tante cose che vorrei fare e che facilmente non farò mai c'è anche quella di prendere una bici e starmene per un mesetto in giro per l'Europa o Sud America con uno zaino sulle spalle ( Supertramp ) !
Mentre scrivo un italiano, credendo di non essere capito da nessuno, parla un pò sboccatamente con un altro tipo. Chi sa quante volte è capitata la stessa cosa a me e Save e non lo sappiamo!!
Fra un'ora esatta si parte. Per un altro week-end di follia! Non sarà facile tornare a Napoli, ma mi ritengo fortunato! A differenza di molti ho anche tanti motivi che non mi faranno mancare troppo Bordeaux ( l'Erasmus un pò meno )
Un saluto ai pochi lettori!!

domenica 8 novembre 2009

FOTO DI GIRONA&BARCA







Scende la pioggia ma che fa........

E' da un bel pò che non scrivo sul mio blog. Lo devo ammettere, l'ho un pò trascurato!!
Ma qui è tutto così strano. Le giornate sono piene, non hai tempo per fare niente e poi la sera quando vai a dormire ti accorgi che in realtà non hai fatto un cazzo!!

Posso dire che sto nella fase 3 del mio Erasmus. I primi giorni sembrano una vacanza; sei il classico turista in una città per te sconosciuta. I soldi vanno via velocemente, poche amicizie. Vai nei locali più conosciuti.
Poi la fase da turista piano piano scema e l'euforia erasmussiana prende di gran lunga il posto di tutto il resto. Feste tutti i giorni, vino con la pala, lezioni appese, si inizia a conoscere tutti gli altri erasmus, fai amicizia alla fac. Le giornate passano così velocemente che neanche ti rendi conto se sia sabato o martedì! La stanza è perennemente in disordine, i vestiti sono metà in valigia e metà sparsi per i 10 metri quadrati messi a disposizione dalla nostra fac. Mangi male, bevi troppo. Insomma un CASINO tremendo.
Poi inizi a stabilizzarti. Senti la città come tua, inizi a conoscere i nomi delle strade, conosci bene tutte le linee del tram. Inizi a capire e a farti capire. Non ti senti più ospite della città! Inizi a ponderare bene le uscite, inizi a capire bene quanto sia dura la fac francese, ti organizzi per studiare. Mangi a casa quasi sempre. E inizi a sentire la nostalgia di casa!!
Eh sì, sono un paio di giorni che sento tantissimo la mancanza di tutto ciò che ho lasciato a Napoli e di Napoli stessa. Sono più di due mesi che manco da Napoli e dovranno passare altri 50 gg prima che io rimetta piede nella mia città natale.
Insomma sono partito pieno di convinzioni, ora ne ho acquisite delle nuove e molte delle vecchie sono piene di crepe!

Il 20 novembre sarò di nuovo in Spagna. Con un giorno di ritardo raggiungo Connie a Girona per festeggiare il suo compleanno! Esattamente un mese dopo tornerò in Italia per il Natale. Il 30 si parte destinazione Barcellona! Capodanno con gli amici!!

Ah ora allego le foto dei dieci giorni spagnoli. Credo che questa mia settimana nostalgica derivi dal fatto che abbia passato 10 gg veramente unici e fantastici con le persone più importanti della mia vita. Con Connie è stato a dir poco fantastico, poi ho rivisto i miei cugini Raffi&Checco e ovviamente non poteva mancare l'ubriacatura con annessa puntatina al Casinò con Giammy.